Ci hanno insegnato a reprimere le emozioni, a non collegarci a ciò che realmente sentiamo, alla verità del nostro cuore.
E così quando vogliamo piangere, tratteniamo il pianto.
E così quando proviamo rabbia o la facciamo esplodere in modo distruttivo o implode all’interno di noi.
E così per la paura e per tutte le altre emozioni mettiamo in atto in modo meccanico una repressione.
Anche nei confronti delle emozioni il più delle volte la fa ancora da padrone la mente che agisce in modo scontato, automatico, secondo schemi già visti, rivisti e ripetuti.
E se invece le emozioni fossero forze che arrivano per ripulire il nostro spazio di coscienza?
Come nuvole in un cielo infinito, passeggere, a volte lievi, a volte più pesanti, a volte dirompenti, ma passeggere e con una finalità importantissima: fare risvegliare all’interno
del nostro spazio interiore la nostra autentica verità e renderci fedeli a questa verità.
In conclusione, imparare ad accogliere le emozioni anziché reprimerle può trasformare la nostra relazione con noi stessi.
Le emozioni, anche quelle più intense e scomode, non sono nemiche da evitare o controllare, ma strumenti preziosi per connetterci alla nostra verità interiore.
Come nuvole che attraversano il cielo, sono temporanee e funzionali, necessarie per liberarci dalle sovrastrutture della mente e permettere alla nostra autenticità di
emergere.
Accogliendo questo flusso emotivo, possiamo avvicinarci a una vita più consapevole, in armonia con ciò che SIAMO realmente.