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Cambia punto di osservazione

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L’articolo è tratto dalla rubrica  lunedì: “Suggerimenti di Cecilia per la settimana”, dedicata a buone pratiche per stare bene.

In questo articolo ti parlo del funzionamento dell’apparato mentale inferiore.
In altri articoli ho parlato delle nostre menti. Ne abbiamo più di una: quella  cardiaca, del cuore e quella cognitiva, che funziona causa effetto.

Il funzionamento di cui voglio parlarti questo quest’oggi è proprio quello della mente cognitiva o apparato mentale inferiore.

Questo apparato apprende attraverso il confronto; ogni qualvolta in cui ci accade qualcosa, qualche evento, all’interno di noi scatta un giudizio che si forma contrapponendo tutte le esperienze personali, tutto il nostro sistema di credenze, tutto il sistema educativo ricevuto, le esperienze, i traumi eccetera eccetera, all’altro.

Questo funzionamento genera sofferenza e rende comunque la vita una competizione ed un continuo confronto.

Tutto ciò che arriva viene giudicato, viene  scandagliato  con dei veri e propri codici interpretativi che abbiamo nella nostra testa, nella nostra mappa del mondo, del tutto soggettivi.

E tutto questo viene poi espresso come se fosse una verità assoluta, attraverso la parola, una verità assoluta ed oggettiva.

Spesso questo meccanismo ti pone contro colui che interpreta gli stessi eventi, la stessa situazione e la vita, con codici interpretativi diversi dai tuoi.

Questo sistema è estremamente ostacolante, è un sistema che si basa su criteri quantitativi piuttosto che qualitativi, e che impedisce di relazionarsi alla realtà vera, quella spirituale  e  ad andare oltre la forma che abbiamo davanti agli occhi.

La forma, che siano persone, eventi, oggetti, è  energia condensata, che va liberata dalla lettura che la mente inferiore ne fa.

Proprio per questo tutta la nostra vita dovrebbe essere finalizzata al risveglio da questo meccanismo, allo scopo  proprio di potersene liberare e di poter  sviluppare una mente più profonda che chiamiamo appunto mente cardiaca e che ci mette in contatto con il mentale superiore.

Come si può fare?

Il lavoro è un lavoro di vigilanza continua e di osservazione continua dei meccanismi che si agitano all’interno di noi.
E’ un lavoro che non si esaurisce mai, durerà tutta la vita, ma dobbiamo iniziare da singoli passi.

Un suggerimento che mi sento di dire è proprio quello di renderti, renderci, consapevole del dialogo interiore che è in atto.
Fai attenzione alle parole che si muovono all’interno di te, che si generano all’interno di te.
Fai attenzione che non siano frutto di un confronto, di una logica di divisione e di un paragonarsi.

E quando ti rendi conto che il dialogo che stai facendo è separativo, (Tu e l’Altro) centrati, cioè ritrova il tuo centro.
Puoi farlo attraverso il respiro, ponendo semplicemente l’attenzione al movimento dell’aria che entra ed esce da te, e cambiare, ritornata la quiete, il tuo dialogo interiore.

Accorgiti sempre di quello che sta accadendo dentro di te e lavora per spostare il punto di osservazione.

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